Domotica… Sai quello che compri?

Il mercato della Domotica e Smart Home, o più in generale degli impianti elettrici, è pieno di ciarlatani e finti esperti che cercano di convincerti di avere il miglior prodotto e sistema in circolazione. Si approfittano della tua ignoranza e ti vendono quello che costa meno per loro e che gli permette di trarre il maggior profitto. Ovvio, si lavora tutti per guadagnare, ma la soddisfazione del cliente deve sempre essere messa al centro di ogni servizio.

In questo articolo ti spiegherò con la massima chiarezza cosa è e come funziona un impianto domotico, con l’obbiettivo di darti quelle nozioni elementari ma importantissime, per permetterti di scegliere, in autonomia, qual’è il miglior sistema per le tue esigenze e non lasciarti incantare dai finti guru della domotica.

Tutte le cose che ti dirò, ti aiuteranno a capire fin da subito le proposte dei vari installatori che interpellerai e giudicare da solo qual’è la miglior soluzione per le tue e solo tue esigenze.

Innanzi tutto è necessario che tu capisca la differenza tra un impianto tradizionale ed un impianto domotico.

Generalmente con il termine “impianto elettrico tradizionale” ci si riferisce a quell’insieme di apparecchiature e vie di cavi che permettono la distribuzione dell’energia elettrica per l’illuminazione, le piccole automazioni (cancelli) e altri prodotti elettronici (allarmi, ecc.). In tutte queste tipologie di impianti è indispensabile portare l’energia elettrica a quelli che rappresentano i comandi (interruttori, lampade, fan-coil, termostati) e agli utilizzatori finali (lampade, cancelli, centrali termiche, ecc.). C’è quindi un collegamento diretto tra quelli che in gergo vengono chiamati input (interruttore) ed output (lampadina). Con l’interruttore agiamo direttamente sulla linea elettrica aprendo o chiudendo un contatto per spegnere o accendere una lampadina.

Gli impianti tradizionali sono caratterizzati da una larga e complessa ramificazione che ovviamente rende articolati gli eventuali ampliamenti o modifiche future. Oltre a non poter realizzare un controllo remoto o integrare tutti gli impianti a servizio dell’abitazione in un unico sistema.

Un’aspetto critico di questi impianti è rappresentato dal rischio elettrico, ovvero la probabilità che si verifichi un evento dannoso a causa di contatto fisico con elementi in tensione o a causa di collegamenti non realizzati secondo la regola dell’arte. Infatti la vasta distribuzione del potenziale elettrico, che nelle normali abitazioni è di 230V per le foniture monofase e 400V per quelle trifase, aumenta il rischio di folgorazione e di cortocircuiti. Inoltre le tensioni in esercizio sono di molto superiori alle soglie massime fissate dalle normative (50V).

L’impianto domotico invece è un sistema che coinvolge più impianti dell’edificio e mette in comunicazione tutti i dispositivi e sistemi a servizio dell’edificio tra di loro. E’ MOLTO DI PIU’ DI UN IMPIANTO ELETTRICO. E’ l’incontro tra l’elettronica, le telecomunicazioni e l’impianto elettrico tradizionale. Il tutto connesso tramite lo stesso “FILO”: il BUS. L’utilizzo del bus ci permette di ridurre il rischio elettrico in quanto il sistema lavora a bassissima tensione di sicurezza (30V) totalmente innocua per il corpo umano. Inoltre ci permette di semplificare la distribuzione elettrica rendendo più semplici ed accessibili ampliamenti o modifiche future.

Tramite il bus vengono trasmessi messaggi con un particolare linguaggio chiamato in gergo protocollo di comunicazione, che permette a dispositivi diversi che agiscono su funzioni diverse, di gestire tramite un unico “cavo” energia, illuminazione, automazioni, allarmi tecnici, antifurto, sistemi audio/video etc.

Nonostante il principio di funzionamento apparentemente banale, con la domotica si riesce a raggiungere elevati livelli di automazione all’interno dell’abitazione, che permettono all’utente di comandare e disporre della casa a proprio piacimento.

Arriviamo quindi al primo punto a cui devi prestare attenzione nella scelta dell’installatore e sistema intelligente:

  • Scegliere il protocollo di comunicazione

Questa scelta è il primo scoglio che devi affrontare, non l’ho inserita come primo punto così a caso, l’ho fatto volutamente perché è forse la scelta più importante che devi fare per il tuo impianto domotico.

Abbiamo appena detto che la domotica funziona grazie alla trasmissione di messaggi tramite l’utilizzo di un cavetto chiamato bus. Per far si che i messaggi vengano interpretati in maniera corretta da più dispositivi diversi, è necessario che condividano il solito protocollo di comunicazione. In pratica, detto in parole spicciole, devono parlare la solita lingua altrimenti i messaggi non vengono interpretati e le funzioni non vengono realizzate.

Lingua diversa
I dispositivi non capiscono cosa devono fare

 

Solita lingua
I dispositivi comunicano senza difficoltà

Le lingue, o meglio, i protocolli di comunicazione ad oggi si dividono in due grandi macrofamiglie:

  • PROTOCOLLO PROPRIETARIO (CHIUSO):
    Questo tipo di protocollo viene sviluppato da un particolare produttore e può essere utilizzato solo per prodotti di quello specifico produttore. Sono protocolli di comunicazione detti anche “Chiusi” perché non permettono l’ingresso nel sistema di dispositivi che non siano stati costruiti da quella specifica casa produttrice. E’ un protocollo gestito direttamente dal produttore che ne definisce limiti e caratteristiche;
  • PROTOCOLLO STANDARD (APERTO):
    Tipo di protocollo sviluppato e gestito da un’ente terzo indipendente dai vari costruttori che ne specifica caratteristiche e limiti ai quali, le varie casa produttrici, devono attenersi per permettere di far comunicare tra di loro i vari dispositivi di un impianto domotico, anche se di marche diverse. Detto appunto “Aperto” perchè permette l’ingresso nel sistema domotico di dispositivi che possono essere costruiti da case produttrici diversi senza compromettere la comunicazione e il buon funzionamento dell’impianto.

E’ evidente che la scelta di un protocollo chiuso sia molto limitante per te e la tua casa. Se ti affidi ad un protocollo proprietario sarai costretto per il resto della tua vita e della tua casa, a utilizzare prodotti di un unico costruttore senza la possibilità di utilizzare dispositivi migliori o nuove tecnologie sviluppate da altri costruttori. Oppure, peggio ancora, cosa faresti se il produttore fosse costretto a chiudere? Chi sostituirà un eventuale dispositivo guasto?

Insomma, mi sembra chiaro ed evidente che la strada del protocollo proprietario sia piena di insidie e fregature. Quindi ti consiglio di lasciar perdere e percorrere un’altra strada, quella del protocollo STANDARD.

Con un protocollo aperto sei libero di scegliere qualsiasi produttore e plasmare le caratteristiche della tua casa come meglio credi. Saprai benissimo che ogni produttore è specializzato per uno specifico settore e potrai quindi combinare i migliori produttori di ogni specifico sistema per creare una casa con le migliori tecnologie e dispositivi sul mercato senza gravare su problemi di comunicazione. Per esempio potrai scegliere di installare un allarme del produttore X e un sistema di videosorveglianza del produttore Y e fare comunicare tutto con il termostato di Z e le valvole termostatiche di W senza alcuno limite o difficoltà.

In più avrai una casa costantemente aperta a qualsiasi novità o imprevisto. Se il costruttore di cui parlavamo prima fosse costretto a chiudere, ma si avvale di un protocollo di comunicazione standard, avrai la possibilità di acquistare da un diverso produttore senza rischiare di rifare completamente l’impianto della tua casa o fermare definitivamente una funzione.

Ad oggi esiste un unico protocollo standard che è riconosciuto e garantito a livello mondiale: KNX.

La KNX association è un organismo indipendente dai costruttori di componenti nato nel 1990 con l’obbiettivo di creare e diffondere un unico standard mondiale per la Home & Building automation. KNX è stato riconosciuto unico protocollo standard europeo con la EN 50090 e successivamente protocollo standard mondiale con la ISO/IEC 14543-3. Quindi è riconosciuto in tutto il mondo e non è una cosa da poco.

Le certificazioni EN, ISO e IEC sono una grande garanzia da tenere di conto nella scelta del sistema di comunicazione. Inoltre oltre 25 anni di attività negli impianti elettrici intelligenti rendono il sistema sicuro ed affidabile.

  • Intelligenza centralizzata o distribuita

Altro aspetto fondamentale nella scelta del sistema domotico e dei dispositivi da installare, è il tipo di intelligenza per la gestione delle funzioni.

Gli impianti elettrici domotici, o più in generale le automazioni, vengono gestite ed attivate da un “cervello elettronico” che elabora le informazioni provenienti dal bus e comanda o svolge le funzioni che gli vengono imposte. Questo cervello può essere unico e quindi centralizzato in un unico dispositivo centrale per la gestione delle funzioni automatiche. In questo caso si parlerà di intelligenza centralizzata. Quindi tutte le funzioni e i comandi vengono gestiti da quest’unico dispositivo centrale che apre o chiude dei contatti e comanda le varie funzioni.

Un cervello centralizzato, se pur consente di installare un unico dispositivo intelligente, nasconde dei grandi difetti. Infatti, se si guastasse il dispositivo centrale, l’unico installato in tutta casa, voi sareste costretti a rinunciare a qualsiasi funzione, anche la più stupida come accendere una lampadina, fin quando non cambiate il componente. Pesateci bene, se il vostro installatore, come spesso può capitare, fosse in un periodo di grandi impegni lavorativi e non può assistervi prima di una settimana, voi sareste bloccati per una settimana in casa come se mancasse la fornitura dal vostro venditore di energia elettrica.

L’alternativa, per risolvere questo grande problema di continuità di servizio, è realizzare un sistema ad intelligenza distribuita. Ovvero installare più dispositivi intelligenti in tutta la casa. Certo, avrà un costo leggermente maggiore, ma se si guastasse un singolo dispositivo non comprometterete la funzionalità e continuità di servizio degli altri dispositivi connessi e potrai continuare ad utilizzare la lavatrice o il termostato di casa senza problemi.

 

  • Dimensioni massime ammissibili

Una caratteristica importante che deve essere valutata con attenzione è la dimensione dell’impianto, ovvero il numero massimo di dispositivi che si possono installare in un edificio. Normalmente le dimensioni massime dipendono dal tipo di protocollo di comunicazione che viene scelto e quindi con la scelta del sistema di comunicazione automaticamente si sceglie anche la dimensione massima della Smart Home e quindi i limiti per ampliamenti futuri.

Nei sistemi proprietari, il numero massimo di dispositivi installabili è limitante e spesso può compromettere l’estensione dell’impianto. Generalmente in questi sistemi si possono installare da un minimo di 64 dispositivi ad un massimo di 300.

KNX, essendo un protocollo adatto sia alle abitazioni che alle grandi aziende, permette di installare fino a 60.000 dispositivi e questo rende qualsiasi struttura ampliabile praticamente all’infinito.

Poter ampliare le dotazioni e funzioni della tua abitazione è uno dei principali vantaggi un impianto domotico, quindi perché dovresti sfruttarlo al minimo o non fruttarlo proprio?

  • Affidabilità e anni di esperienza

Non tanto dell’installatore, progettista o system integrator, ma proprio del sistema che andrai ad installare.

Si sa, tutti i sistemi elettronici hanno bisogno di un periodo di inserimento dove spesso vengono fuori dei bug o errori di vario tipo. Vedi per esempio gli iPhone o altre tipologie di cellulari. Durante i primi mesi dall’ingresso nel mercato, escono continuamente aggiornamenti per la correzione dei vari errori di programmazione delle schede elettroniche all’interno dei cellulari. Quindi affidarsi ad un sistema già testato, provato e sul mercato da molto tempo ti garantisce una certa affidabilità e continuità di servizio.

Il protocollo standard KNX è stato sviluppato all’inizio degli anni ’90 e da oltre 25 anni di onorato servizio garantisce un’affidabilità che i protocolli proprietari nemmeno si sognano. Non a caso è l’unico sistema di comunicazione installato in più del 90% dei casi per l’automazioni negli hotel dove la continuità di servizio e il risparmio energetico è indispensabile per ottenere clienti soddisfatti e conti in positivo.

Spero che con questo breve articolo tu possa smascherare i furbetti e che tu riesca ad individuare fin da subito il sistema di comunicazione più adatto alle tue esigenze.

Stai connesso e…. al prossimo articolo.

2 pensieri su “Domotica… Sai quello che compri?

  1. Buonasera, quindi se no ho capito male, posso installare più prodotti di marche diverse sul mio impianto? Perchè dovrei farlo? Non posso utilizzare un unico produttore?
    Grazie mille.

    1. Ciao Marco e grazie per il tuo commento. Esatto, all’interno del tuo impianto possono coesistere prodotti di diversi marchi.
      Può sembrare una scelta strana, ma “miscelare” i prodotti di vari costruttori ci può aiutare a raggiungere i massimi risultati in vari settori: miglior prodotto per ogni funzione, migliore spesa totale, funzioni specifiche e complesse che non tutti i costruttori gestiscono.
      Per qualsiasi altra info, sono qua. A presto.

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